Un dentifricio «sensibile» che dà sollievo ai denti

Diceva William Shakespeare «Non c’è mai stato un filosofo che potesse sopportare pazientemente il mal di denti». E per prevenirlo a volte basta un buon dentifricio naturale. In un precedente articolo vi abbiamo dato la ricetta del Piperito per avere denti belli e remineralizzati ma non sempre un bel sorriso è sufficiente per continuare a sorridere…

Per quanto la nostra dentatura possa essere sana può avere una sensibilità diversa da un individuo all’altro e semplicemente mordere qualcosa di freddo o di caldo, aspirare la frizzante aria mattutina, può causare fastidi anche importanti.

Se vi capita di accusare dolore ai denti al contatto con una bevanda fredda o con un manicaretto caldo e la sofferenza scema con l’equilibrarsi della temperatura, allora vuol dire che avete denti sensibili.

La sensibilità dentale smorza facilmente il piacere che un buon cibo o un gradevole cocktail ci recano introducendo l’ingrediente «timore» che mal si associa ai momenti gioiosi.

Molteplici possono essere le cause di questa sensibilità: lo smalto consumato, carie dentali, un impiego inappropriato dello spazzolino da denti o del filo interdentale, un uso abbondante di bevande acide e gassate, malattie gengivali e bruxismo e la prima cosa da fare dovrebbe essere analizzare l’origine del problema e sanarlo.

Alle volte nonostante tutto la sensibilità estrema permane per una sovraesposizione della dentina, struttura portante del dente e nel quale sono contenuti dei tubuli densi di fibre nervose, che si trova a protezione della polpa.

La dentina non dovrebbe mai essere esposta ma per le ragioni che vi abbiamo detto può accadere e, mentre con il nostro buon Piperito ci prendiamo cura dello smalto e delle gengive, dobbiamo trovare anche un modo di vivere sereni con i nostri denti sensibili.

La ricetta di oggi è un dentifricio che, usato 3 volte a settimana, darà sollievo ai nostri preziosi denti.

I 5 ingredienti del dentifricio

  • 12 cucchiaini di Bicarbonato di sodio;
  • 4 cucchiaini di Olio di cocco (sciolto);
  • 20 gocce di Stevia (per addolcire);
  • 3 gocce di Olio Essenziale di cannella;
  • 9 gocce di Olio Essenziale di basilico.

Preparazione. La preparazione è semplice: unite tutti gli ingredienti e con una forchetta (non di metallo) rendete il composto omogeneo.

Ponete il tutto in un barattolino a chiusura ermetica.

Prima di tutto entra in scena il bicarbonato di sodio che con le proprietà antinfiammatorie naturali cura il gonfiore delle gengive, lucida lo smalto e rimuove le macchie, elimina la placca che ricopre i denti grazie all’azione pulente e abrasiva dei suoi piccoli granelli creando l’ambiente favorevole all’assorbimento dei medicamenti contenuti nel «dentifricio».

L’olio di cocco

Qui entra in scena l’olio di cocco prodotto abbondantemente utilizzato nei paesi tropicali come India, Sri Lanka, Thailandia e Filippine Popoli dai denti candidi e sanissimi).

L’olio di cocco ha proprietà antivirali, antifungine, antibatteriche e antimicrobiche. Rafforza l’organismo, rendendolo più resistente e aumentando le difese immunitarie oltre a lasciare un film protettivo sulla superficie dentale.

L’olio essenziale di Basilico

Abbiamo affidato la parte medicamentosa ai nostri amati oli essenziali: Il primo è il re delle nostre piante aromatiche il Basilico il nome del quale deriva dal greco basilikon, appunto «pianta regale, maestosa».

Si narra che a Palermo, nel bellissimo quartiere arabo «Al Hàlisah», oggi la Kalsa, intorno all’anno Mille, viveva una fanciulla bellissima la cui pelle rosata ricordava la delicatezza dei fiori di pesco a primavera, e gli occhi d’un azzurro intenso rispecchiavano il mare azzurro.

La ragazza viveva più reclusa che protetta dalla famiglia ed il suo passatempo preferito era quello di prendersi cura delle piante del suo balcone.

Un giorno, un giovane moro, passando sotto il balcone della fanciulla, la vide così bella e aggraziata che se ne innamorò perdutamente, le dichiarò il suo amore e la ragazza, impressionata dalla bellezza e dall’audacia del giovane, ricambiò.

Però, la fanciulla scoprì che il suo bel moro non solo era sposato, ma presto l’avrebbe lasciata per tornare al suo paese.

Tradita e accecata dalla gelosia, decise di tenerlo per sempre con sé.

Attese la notte e lo uccise mentre il moro dormiva, decapitandolo e della testa ne fece un vaso in cui piantò del basilico, pianta dell’amore e della passione che crebbe rigoglioso e profumato.

Il Basilico grazie alle sue proprietà antisettiche e antinfiammatorie, promuove la guarigione e viene utilizzato come analgesico e decongestionante oltre ad essere un potente profumatore del cavo orale.

Questo odoroso compagno estivo deve il suo profumo e la sua azione all’eugenolo un composto ampiamente usato come anestetico e in particolare proprio in odontoiatria.

L’olio essenziale di Cannella

Il secondo olio essenziale usato è uno dei più conosciuti nell’industria dolciaria e in genere nella cucina mediterranea.

Narra la leggenda che la cannella fosse utilizzata dalla Fenice come base per il suo nido.

Ed è proprio così che questa spezia, accogliendo le spoglie del mitologico animale, acquisterebbe molte delle sue capacità terapeutiche e curative.

«Dopo aver vissuto 500 anni, [la Fenice] con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s’abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi» (Ovidio, Le Metamorfosi)

Il classico odore è dovuto alla parte oleosa, che contiene una grande quantità di cinnamaldeide, composto cui si deve la maggior parte degli effetti benefici attribuiti a questa spezia, sulla salute e sul metabolismo.

La cannella è un potente antinfiammatorio, antimicrobico, antiossidante, antitumorale, immunomodulatore.

Nella medicina cinese la cannella già nel 2700 ac veniva utilizzata per la sua azione stimolante, digestiva, e antisettica oltre che per il viso più giovane.

Nell’Ayurveda era impiegata come rimedio contro l’impotenza e per le sue virtù riscaldanti e digestive legate all’elemento fuoco.

Ma in realtà a noi interessa in questo caso per le sue caratteristiche che riscaldando attivando la circolazione e portando un sollievo immediato al dolore oltre che ad un più celere metabolismo anche della polpa dei denti.

Tanto potente quanto da usare con parsimonia e cautela. Assolutamente vietata in gravidanza ed allattamento e mai pura ma sempre in un olio vettore come in questo caso.

Un mix mitico, caldo e «abbracciante» per non temere più le temperature e tornare a godersele con un sorriso.

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